Buonasera a tutti
Abbiamo il piacere di raccontarVi brevemente questi anni trascorsi insieme alla categoria ragazze e questi pochi mesi insieme alla categoria cadette.
In questi anni con le ragazze del 99 ci siamo trovate benissimo, con loro e con gli allenatori e pensiamo di parlare a nome di tutte se diciamo questo.
Sinceramente preparare questo discorso non è stato facile perché le cose da dire sulla nostra società sono tante…e ci si metterebbe troppo per dirle tutte.
Per noi cambiare categoria è stato un miscuglio tra tristezza e curiosità, tristezza perché ci si trovava bene con le ragazze e anche con le cadette ovviamente, curiosità perché stiamo crescendo…
Alcune società si credono migliori di noi…solo perché arrivano alle gare tutti insieme, ma essere una vera società significa essere unite nel bene e nel male, nella felicità o nella tristezza, nella vittoria o nella sconfitta…
E con queste poche parole ci siamo descritte, secondo noi società migliore di noi non c’è…
Grazie a tutti.
Sono stata ore davanti lo schermo del mio PC per trovare il modo migliore per cominciare questa lettera che tu, caro Pietro, mi hai chiesto di scrivere lusingandomi non poco. Ho deciso di scartare tutte le forme, dalle più formali a quelle più banali, perché credo che la strada del “vero sentire” sia sempre quella che più merita spazio e considerazione.
Sarebbe lungo e scontato raccontare la mia esperienza da atleta. Pratico questo sport da più della metà dei miei anni, credo sia sufficiente questo a testimoniare l’amore e la passione smisurate che ho per LEI, l’Atletica, a prescindere da sogni o desideri più o meno realizzati. Pertanto vengo subito al dunque: a fine 2010 avevo seriamente pensato di smettere, ma proprio in quei giorni di sconforto e delusione per un anno andato male, Mauro Naldini (mio caro amico che ringrazio con estrema sincerità) mi disse della possibilità di tornare a gareggiare a Firenze, la città dove avevo lasciato il cuore dovendo andare a Genova per “cause di forza maggiore”. Colsi la palla al balzo, accettai di venire alla sestese anche grazie alla consapevolezza che non avrei mai avuto davvero il coraggio di smettere, sapevo pertanto che sarei stata in grado di mantenere l’impegno.
Beh! Alla luce di questo 2011 non posso che ammettere, immodestamente, di aver fatto un’ottima scelta, perché mi è tornata la voglia di andare al campo col sorriso e la coscienza che, se c’è la passione e si incontrano le persone giuste, malgrado non si raggiungono i risultati sperati, vale sempre la pena di fare quello che più ami fare. E questa certezza l’ho maturata grazie al vostro appoggio e a quella filosofia della vostra società, anzi, permettimelo, della NOSTRA società, che come mi hai sempre detto tu, guarda prima alle qualità umane e poi a quelle tecniche.
Conoscervi è stata una fortuna per la mia “valigia” dentro la quale conservo gli abiti migliori, le esperienze che porto con me e mi fanno essere quello che sono. Ed è per questi motivi che ho deciso di restare alla sestese anche quest’anno, malgrado avessi ricevuto interessanti proposte da una società catanese che mi avrebbe permesso di rappresentare in qualche modo la mia città.
Forse tu, chiedendomi di scrivere qualcosa da leggere per questa serata, avevi in mente qualcosa di diverso, ma ho indirizzato volutamente a te questa lettera per un motivo ben preciso: a Principina, dopo i problemi dei primi giorni mi dicesti:- “Cristina, fammi un sorriso dei tuoi che è l’unica cosa che riesce a risollevarmi ”. La mia distanza fisica non mi permette di aiutarti nel concreto e nel quotidiano, pertanto ho pensato di farti cosa gradita accompagnando a questa lettera … il mio sorriso, tutto ciò che posso darti per mostrarti la mia gratitudine e la mia vicinanza affinché tu possa avere quel pizzico di serenità in più che ti permetta di non esaurire le forze e gli slanci per continuare a dare a NOI, ragazze dell’Atletica Sestese Femminile, la possibilità di crescere e di difendere i colori della NOSTRA maglia sociale.